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March 08 8 Marzo, Festa della donna tra leggende e realtà.Molti fanno risalire le origini della festa della donna al lontano 8 Marzo del 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie di un'industria tessile scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finchè l'8 Marzo il proprietario fece bloccare le porte per evitare scioperi, ma un incendio improvviso invase la fabbrica e le 129 donne rimasero uccise arse vive dalle fiamme. Nei pressi di questa fabbrica c'era un albero di mimosa, divenuto, poi, il simbolo della festa della donna. Si tratta, però, di una mitologia indotta, un misto di fatti veri e meno veri ricostruiti con fantasia dai movimenti sindacali, in piena Guerra Fredda, per dare corpo all'ideologia marxista e incanalare le donne il più possibile verso rivendicazioni di stampo comunista. La storia vera, infatti, è molto più articolata: l'incendio dell'industria tessile Triangle Shirtwaist Factory di New York fu una tragedia vera ed immane, ma non riconducibile nè a scioperi nè a serrate, tanto è vero fece vittime anche tra gli uomini ed oltretutto l'evento accadde nel 1911. Negli Usa, dove le manifestazioni delle donne hanno sempre incluso le più svariate associazioni femminili, le donne socialiste, avevano già una Women's Day nel 1908, prima di quel misterioso incendio della Cotton, la presunta fabbrica incendiata.
In questa stessa epoca, in Russia l'8 Marzo ci fu la prima grande manifestazione delle donne lavoratrici che si battevano contro lo zarismo e, durante un congresso a Mosca, fu stabilita questa data per commemorare l'evento, in un quadro ideologico e politico che vedeva i paesi comunisti di tutto il mondo uniti per la rivoluzione del proletariato, sotto la guida dell'Unione Sovietica. Ma questo evento non è mai stato tramandato.
In Europa, il femminismo, nato tra le donne borghesi, ed in epoca più recente, aveva cominciato a mobilitarsi per il diritto di voto, nulla aveva a che fare con le lotte delle donne proletarie.
In Italia, la data dell'8 Marzo nasce dall'UDI (Unione Donne Italiane, settore femminile della CGIL) come pure il simbolo di questa festa: la mimosa, che sta a significare la vitalità, la forza, il passaggio dalla morte alla vita e ricorda le donne che si sono battute per difendere i propri diritti.
Ai nostri giorni si è perduto il vero significato di questa ricorrenza, perchè la stragrande maggiornaza delle donne approfitta di questa giornata per "festeggiare" e fare baldoria, mentre, invece, è molto attesa dai fiorai che in questo giorno vendono una grande quantità di mazzetti di mimose, a prezzi esorbitanti, nonchè dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati senza sapere cosa è accaduto l'8 Marzo di tanti anni fà, ma sanno benissimo che il loro volume d'affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza.
Oggi le donne hanno pari dignità degli uomini, per lo stesso diritto di parità, mi sembra giusto proclamare anche una "festa dell'uomo"!
March 07 Emancipazione femminileOggi le donne sono considerate cittadine al pari degli uomini e godono della piena libertà, dell'uguaglianza giuridica e di tutti gli stessi diritti degli uomini. Possono accedere a tutte le cariche e a tutti gli uffici. Purtroppo, non è sempre stato così. Ecco un breve excursus dell'emancipazione femminile. In passato la donna era ritenuta un "accessorio" del capofamiglia, padre o marito. Nel Codice di Famiglia del 1865 le donne non avevano il diritto di esercitare la tutela dei figli, nè tantomeno quello di essere ammesse ai pubblici uffici. Le donne, se sposate, non potevano gestire i soldi guadagnati con il proprio lavoro, perchè ciò spettava al marito. Alle donne veniva ancora chiesta l'autorizzazione maritale per donare, alienare i beni immobili, sottoporli a ipoteca, contrarre mutui, cedere o riscuotere capitali, nè potevano transigere o stare in giudizio relativamente a tali atti. Nel periodo del Risorgimento, in Italia, il dibattito sui diritti delle donne, la loro educazione ed emancipazione fu molto marginale. Molti degli illustri pensatori dell'epoca si limitarono a ribadire la soggezione della donna. Secondo il Filangieri spetta alla donna l'amministrazione della famiglia e della prole, mentre le funzioni civili spettano all'uomo. Simili teorie furono alla base del Diritto di Famiglia dell'Italia unita (legge riformata solo nel 1975). Anche per quanto riguarda i diritti politici, il dibattito era assai poco acceso, le stesse donne organizzate in movimenti femminili erano uno sparuto gruppo di eccezioni. Nell'Italia unita, le donne furono escluse dal godimento dei diritti politici, infatti, la Camera dei Deputati respinse la proposta dell'onorevole Morelli di modificare la legge elettorale che escludeva dal voto politico ed amministrativo le donne, al pari degli analfabeti, interdetti e detenuti. Anche la condizione socio-economica delle donne, tra la fine dell'800 e i primi del '900, era di drammatica disparità tra i due sessi. Gli stessi dati su cui basare le ricerche sono molto scarsi, perchè il lavoro femminile, pur essendo più diffuso di oggi, non era riconosciuto come tale e gli stipendi delle donne era meno della metà di quello dei lavoratori di sesso maschile. In quest'epoca nacquero le prime associazioni nazionali per i diritti civili e politici della donna. Sul versante dell'istruzione, fu permesso solo nel 1874 l'accesso delle donne ai licei e alle università, anche se in realtà continuarono ad essere respinte le iscrizioni femminili ai vari atenei. Nel 1900, in Italia, risultavano iscritte all'università 250 donne e circa 11.000 alle varie scuole d'istruzione secondaria. Il titolo di studio conseguito, però, non garantiva l'accesso alle professioni. Molte furono le sentenze dei Tribunali di annullare le iscrizioni di donne agli Albi dei professionisti. Le donne non potevano neanche prestare testimonianza nei procedimenti civili, fino al 1877. Nel 1903 fu convocato il primo Consiglio nazionale delle donne italiane, articolato in vari settori sui diritti sociali, economici, civili e politici. Negli anni seguenti nacquero varie associazioni e movimenti legati a partiti o ideologie di altro tipo. Qualche anno dopo, la pedagogista Maria Montessori lanciò un appello alle donne sulle pagine de "La Vita" affinchè si iscrivessero alle liste elettorali. Un gruppo di studentesse affisse tale appello ai muri e molte donne tentarono quindi di iscriversi alle liste elettorali, sull'esempio delle donne negli USA che avevano ottenuto tale diritto in anni precedenti. Questo evento scosse l'opinione pubblica e si scatenò un dibattito tra i fautori del voto alle donne e i contrari, ma le corti di appello negarono tali iscrizioni. Intanto, alcune donne ottennero i primi successi, relativamente personali: nel 1907 Ernestina Prola fu la prima donna ad ottenere la patente, nel 1908 Emma Strada si laureò in ingegneria e nel 1912 Teresa Labriola ottenne l'iscrizione all'Albo degli Avvocati. Nel primo dopoguerra riprese il dibattito del voto alle donne ed il neonato Partito Popolare appoggiava il suffragio femminile. Nel 1919 la Camera approvò la legge sul suffragio femminile, ma le Camere furono sciolte (per i noti eventi storici e politici dell'epoca) prima ancora che il Senato potesse approvarla. Il fascismo concesse il diritto di voto solo ad alcune categorie di donne per le sole elezioni amministrative. Mussolini stesso, in un suo intervento durante il congresso dell'Alleanza internazionale pro-suffragio, dichiarò di voler concedere il voto a parecchie categorie di donne, ma tale intervento aveva il solo scopo propagandistico. La "legge Acerbo" (così ironicamente definita del "voto alle signore") concedeva, infatti, il voto alle vedove decorate, alle madri dei caduti e a coloro che esercitavano la patria podestà. Il fascismo propagandava la sua politica sul tema dei diritti delle donne. Le donne furono spinte entro le mura domestiche (un "sottile" slogan fascista citava: "La maternità sta alle donne come la guerra sta agli uomini" ) e l'offensiva iniziò nella scuola, dove fu formalmente vietato alle donne di insegnare lettere e filosofia nei licei ed alcune materie negli istituti tecnici e nelle scuole medie; inoltre, fu vietato loro di ricoprire la carica di presidi di istituti, mentre le tasse scolastiche per le studentesse furono raddoppiate. Nell'impiego e nelle amministrazioni pubbliche le donne furono escluse. Il Codice della Famiglia fu lo stesso inasprito dal fascismo: le donne furono poste in uno stato di totale sudditanza di fronte al marito che poteva decidere autonomamente del luogo di residenza. Sul piano economico tutti i beni appartenevano al marito ed in caso di morte venivano ereditati dai figli, mentre alle donne spettava solo l'usufrutto. Neanche il Codice Penale fu benevolo nei confronti delle donne: l'art. 587 di esso prevedeva la riduzione di un terzo della pena per chiunque uccidesse la moglie, la figlia o la sorella per difendere l'onore della famiglia (il famoso "delitto d'onore"). Il 1 Febbraio del 1945, su proposta di Togliatti e De Gasperi, fu concesso il voto alle donne. La Costituzione, stilata in quegli anni, garantiva l'uguaglianza formale tra i due sessi ma, di fatto, restavano in vigore tutte le discriminazioni legali vigenti durante il periodo precedente. Solo all'inizio del nuovo secolo è caduto anche l'ultimo baluardo di esclusione: le donne possono accedere a pieno diritto alle cariche militari.
January 24 Riflessioni...Il tempo scorre e tutto passa...
Di strada ne hai fatta, ma la meta non è raggiunta...
Se guardi il tuo orizzonte, sembra irraggiungibile e ti senti piccolo.
Ti guardi alle spalle e rivedi la tua storia, hai cercato, hai sognato, poi ti sei fermato ad interrogarti sul senso della vita...
Se leggi nel tuo respiro, ti sembra di essere solo, ti rapisce un'infinita nostalgia, nostalgia del tuo mondo lontano, il tuo meraviglioso sogno...
Da quando l'innocenza è andata via, sembra tutto un caos la vita tua, senti forte il peso della tua diversità e la sofferenza della quotidianità.
Se ti guardi dentro, vedi un cielo sconfinato, un deserto infinito...la solitudine.
Eppure in quel cielo sconfinato scorgi una stella: l'Amore.
Senti forte il bisogno di amare e di essere amato, un amore che non ha nome, non ha volto, ma ha due mani grandi pronte a sorreggerti, braccia aperte per riscaldarti, un cuore puro che non ti rifiuta mai.
Scopri che la solitudine è un deserto dove puoi piantare il giardino della vita e svegliare l'aurora del mondo che dorme in attesa di un nuovo eroe...
Dal tuo angolo della Terra sii eroe della storia, vinci la battaglia con le seducenti armi dell'amore e della carità.
Il tuo sogno è qui, ora e per sempre.
"Per una ciotola d'acqua offri un buon pasto.
Ad un gentile benvenuto inchinati con ardore.
Per una semplice monetina restituisci oro.
Se la vita vuoi salva, non salvaguardarti.
Così osserva le parole e le azioni del saggio.
Ogni minimo favore ricompensa dieci volte.
Ma i veri nobili sanno che tutti gli uomini sono uguali,
e lietamente ricambiano col bene il male ricevuto".
Gandhi
January 16 IMPRESSIONANTE!Tutti sanno che il cervello umano possiede delle potenzialità strabilianti.
Il cervello può eseguire diverse operazioni contemporaneamente e ad una velocità sorprendente, meglio di un calcolatore elettronico, se si pensa che in 10 millisecondi è in grado di eseguire centomila miliardi di calcoli elementari nello stesso intervallo di tempo.
Le caratteristiche, varie e mutevoli, del mondo esterno sono da noi percepite grazie ad un complesso e sofisticato processo neurale, attraverso il quale il nostro cervello è in grado di modificare, selezionare, combinare, ridurre all'essenziale ed interpretare le informazioni provenienti dall'esterno. Questo processo si mette in atto ogni qualvolta bisogna assolvere un'attività semplice o complessa.
Mentre leggete un testo scritto, vi siete mai soffermati a riflettere sulle modalità di lettura? Ci sono delle parole che pronunciamo automaticamente, senza leggerle, come per esempio "contemporaneamente". Questo è possibile perchè, una volta acquisite certe competenze nella lettura, di fronte ad un testo scritto, non si legge la parola (così come fanno i bambini delle elementari), ma semplicemente si fa un'operazione di "riconoscimento" della parola stessa. Il nostro cervello è in grado di combinare vocali e consonanti di una stessa parola, anche sistemati in modo astratto, riconoscendola ed interpretandola.
Volete provare? Leggete il seguente testo.
January 15 Il mio nuovo viaggioEd eccomi qui, a mettere di nuovo fuori qualcosa di me, a tradurre in parole i miei pensieri, le miei emozioni, le mie opinioni su eventi, ... Certo non intendo fare di questo spazio un vero e proprio "diario personale" (quelli vanno chiusi a lucchetto), perchè sarebbe da pazzi "confidarsi" in pubblico, così come diceva Pirandello; piuttosto vuole essere una sorta di "diario di bordo" di un viaggio lungo la quotidianità della mia vita, un "libro dei visitatori" sempre aperto a chi è disposto a scoprire tratti dei miei "luoghi". E' bello avere tanti compagni di viaggio con cui confrontarsi e condividere idee ed esperienze... |
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